BLACKOUT – Nel meraviglioso mondo di Uoz (App)

0T2A5981Uno spettacolo per le nuove generazioni che parla e gioca con il tema della comunicazione ai giorni nostri.

Blackout è una performance con due personaggi, ognuno ingabbiato in un proprio, ipertrofico canale comunicativo fatto di immagini, video, suoni, rumori, tic, sms, post, Emoticons. Nel loro diluvio di gesti sincopati e interazioni virtuali, non riescono a costruire un discorso che davvero parli di loro. Il medium è il messaggio, finché un blackout generale spegne il loro mondo. Nel dover fare di necessità virtù, troveranno un nuovo e più autentico modo per relazionarsi al mondo che li circonda. Uno spettacolo di danza per riflettere sulla comunicazione, sorriderne (e inquietarsi).

Blackout è una co-produzione ABC e CSC Anymore, con la partecipazione di Micron, ed è stata selezionata per partecipare all’edizione 2015 di Next – Laboratorio delle idee.

Lo spettacolo ha debuttato il 12 giugno 2016 nell’ambito del Festival Danza Estate di Bergamo.

VINCITORE DEL PREMIO OTELLO SARZI XXV EDIZIONE / 2019 come miglior spettacolo della sezione “Giovani Compagnie” con la seguente motivazione della Giuria: “La storia di Pixel e Sonar parla ai giovani del nostro tempo attraverso il linguaggio della danza e del video, conducendoli, per mezzo delle immagini quotidiane utilizzate dai loro strumenti tecnologici e mediatici, in un viaggio attraverso il senso dell’amicizia e delle relazioni sociali. Come in uno specchio, lo spettacolo riverbera sulla scena il clima claustrofobico nel quale le nuove generazioni si trovano immerse. Un improvviso blackout anziché spegnere la comunicazione la accende finalmente sui valori della vita, con un finale affidato alle immagini di un video pregevole e significativo.”

Nel 2017 è stato finalista al “Premio Experimenta 2017 – Nuove identità del teatro bergamasco”, promosso dal Laboratorio Teatro Officina in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Urgnano, la Regione Lombardia (Circuiti Spettacolo dal Vivo) e la Fondazione della Comunità Bergamasca onlus.

Parere finale della giuria: “Una bella novità questo spettacolo di teatro-danza dell’Allegra Brigata Cinematica, che affronta con piglio deciso e freschezza d’idee un tema attualissimo: l’abuso dei codici digitali nelle relazioni umane. Drammaturgia e regia si pongono, con eleganza, al servizio della simbolica vicenda costruita intorno a coreografie molto efficaci, ben sorrette dalle ottime prestazioni dei due danzatori, in primis di Federica Madeddu. Di buona qualità l’uso delle tecnologie e delle proiezioni video. Ottimi, infine, l’allestimento scenico, le partiture sonore d’accompagnamento e l’uso degli oggetti, in particolar modo della maschera-tablet.

REPLICHE
28 marzo 2017, Teatro Civico di Dalmine (Bergamo), doppia replica
24 settembre 2017, UpperLab Bergamo
28-29 ottobre 2017, 36° Festival del teatro per i ragazzi, Piccolo Teatro Don Bosco, Padova (tre repliche)
25 novembre 2017, doppia replica Auditorium di Urgnano (Bergamo)
27 gennaio 2018, Teatro San Giovanni Bosco di Colognola (Bergamo)
15 marzo 2018, Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio (Ancona)
16 marzo 2018, Teatro Persiani di Recanati (Ancona), doppia replica
10 maggio 2018, Teatro La Perla di Torreglia (Padova)
13 ottobre 2018,  Fest(in) on the Boulevard – “Țăndărică” Animation Theater, Bucharest (Romania)
5 ottobre 2018, Sibiu Young Festival – Teatrul Gong, Sibiu (Romania)
9 aprile 2019, Auditorium di Albino (Bergamo)
8 giugno 2019, Vimercate Ragazzi Festival – TeatrOreno (Oreno, MB)
25 giugno 2019, Teatro La Perla di Montegranaro (FM) – Premio Otello Sarzi, Vincitore nella sezione “Giovani compagnie”

RECENSIONI

La compagnia bergamasca Allegra Brigata Cinematica è una delle poche compagnie che si misura attraversola danza conil pubblico delle nuove generazioni. Dopo aver dedicato ai bambini più piccoli “ L’arcobaleno di Bianca “ in cui la performer protagonista giocava con le emozioni e le differenti qualità di movimento che il colore le “risvegliava ”, qui in Blackout – nel meraviglioso mondo di Uoz (App), regia di Serena Marossi, con Federica Madeddu e Luca Citron propone tutti i rischi insiti nelle nuove tecnologie, terreno scivoloso da mettere in scena, anche se tanto praticato nel teatro per le nuove generazioni e purtroppo spesso proposto con il rischio sempre latente di cadere nel banale. Davanti ai giovani spettatori si materializza attraverso una competente gestualità il mondo poi non tanto immaginario di Uoz, dove sono consentiti solo contatti virtuali. Qui incontriamo due esistenze, Pixel e Sonar , dai nomi già esemplificativi, ognuno ingabbiato in un proprio, ipertrofico, canale comunicativo, fatto di immagini, video, suoni, rumori, tic, sms, post, Emoticons, che si materializzano sulla loro testa con una sorta di scatola televisiva con immagini. Attraverso la danza composta soprattutto da gesti sincopati, interazioni virtuali, comprendiamo che i nostri protagonisti non riescono a costruire un discorso che li porti a comunicare tra loro e con la realtà che li circonda, così difficile tra l’altro da interpretare in modo profondo, soprattutto alla loro età, finché un blackout generale spegne il loro mondo. Dovranno così gioco forza ricostruire ogni cosa  e così finalmente attraverso una danza dai toni liberatori Pixel e Sonar cominceranno a comunicare tra loro, reinventando gesti finalmente emotivamente significanti. A nostro avviso troppo lungo questo momento, anche perché in poche immagini l’inventivo e puntuale video finale di Luca Citron restituisce in modo immediato il significato di tutto ciò che si è voluto significare. Comunque uno spettacolo pensato in modo consono per il suo pubblico di riferimento, dove la danza si sostituisce efficacemente alle parole per esprimere compiutamente ciò che i ragazzi vivono quotidianamente e che possono facilmente destrutturare.”
(Mario Bianchi, Eolo)

MATERIALI

BLACKOUT – DOSSIER (english version)

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